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un matto
Il kit del piccolo critico: succo di frutta alla pesca e gli appunti sul film. Ho anche pulito la tastiera per l’occasione.

Il kit del piccolo critico: succo di frutta alla pesca e gli appunti sul film. Ho anche pulito la tastiera per l’occasione.

Ultimo film visto: Snowpiercer di Bong Joon-ho. I film apocalittici barra futuristici barra mostriamoilpeggiodellasocietà mi incuriosiscono, è inevitabile.

Ultimo film visto: Snowpiercer di Bong Joon-ho. I film apocalittici barra futuristici barra mostriamoilpeggiodellasocietà mi incuriosiscono, è inevitabile.

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Grand Budapest Hotel? No, Noah!

Ma è uscito davvero Grand Budapest Hotel? Perché aspettavo l’uscita ma il cinemino multisala vicino casa mia, situato in una vecchia palazzina e le cui sale sono grandi quanto un solotto, ovviamente non lo proietta, scegliendo Noah tra le uscite di questa settimana e proiettandolo in ben due sale, salotto e cucina. Perché Noah, perché? Il film sembra brutto già dal titolo: un film sull’arca di Noè? Davvero? I produttori affamati di soldi hanno davvero finito i fumetti da cui rubare idee? Sono davvero finiti tutti i remake e i seguiti improbabili? 

Si scherza, ma bisogna fare delle precisazioni. Il regista di Noah è Darren Aronofsky, un autore di talento. E allora mi chiedo che minchia ci faccia in Noah. Mi viene in mente il bellissimo La passione di Cristo e quindi penso che si possa fare un film interessante con la religione, ma andiamo, l’arca di Noè. 

(Nel film ci sono Jennifer Connelly ed Emma Watson. Forse c’è la remota possibilità che qualche maglietta bagnata dal santo e giustissimo diluvio universale mostri un po’ di tette?)

Visto che il cinemino vicino casa aveva deciso di non proiettare Grand Budapest Hotel, mi volevo affidare al sempre sicuro multisala The Space Cinema, con otto trilioni di sale, ma, non senza sorpresa, ho scoperto che neanche qui era disponibile il film. Anzi qui, Noah è trasmesso anche in 3D, con un prete incaricato che passa ogni cinque minuti per benedire con l’acqua santa gli spettatori, per dare il senso di bagnato del diluvio universale.

(Credo di essere io quello che porta sfiga, poiché la programmazione dei film che vorrei vedere spesso somiglia alla rarissima e improbabile presenza di un’espressione di Ben Affleck nei film in cui “recita”. I film dei Coen, che vengono proiettati in un singolo spettacolo, per un solo pomeriggio, in una sala soltanto in tutta europa, insegnano)

"Non ricordo, con questo ho già scopato? Dovrei vederli di più in faccia, che poi, che mi importa? Ma l’ho pagata la bolletta di Sky? Ora ricomincia MasterChef e non vedo proprio l’ora! Che avrà questo da sbattersi tanto? Eh, ho capito, ah, ah, sei uno stallone! Questa posizione è scomoda, altroché. Ma in quale telecamera devo guardare? Ma che faccio, rido come le giapponesi nei porno? Quelle tonte! Devo richiamare mia mamma, bravo cometichiami, così, così! Ma ora che faccio? Oh, guarda, un ginocchio. Ora lo lecco. Vieni qui, bel ginocchio. Sei proprio un bel ginocchio, sai? Quando sto con te dimentico tutti i miei problemi. Sei il ginocchio della mia vita, così duro, così pieghevole, sai di Lysoform e arance”

"Non ricordo, con questo ho già scopato? Dovrei vederli di più in faccia, che poi, che mi importa? Ma l’ho pagata la bolletta di Sky? Ora ricomincia MasterChef e non vedo proprio l’ora! Che avrà questo da sbattersi tanto? Eh, ho capito, ah, ah, sei uno stallone! Questa posizione è scomoda, altroché. Ma in quale telecamera devo guardare? Ma che faccio, rido come le giapponesi nei porno? Quelle tonte! Devo richiamare mia mamma, bravo cometichiami, così, così! Ma ora che faccio? Oh, guarda, un ginocchio. Ora lo lecco. Vieni qui, bel ginocchio. Sei proprio un bel ginocchio, sai? Quando sto con te dimentico tutti i miei problemi. Sei il ginocchio della mia vita, così duro, così pieghevole, sai di Lysoform e arance”

Segretario: “Sono le sette e io devo chiudere. Le dispiace se la lascio ad aspettare al buio? Altrimenti la gente vedrà le luci accese e busserà”. 

Faccia pure. 

BUIO. 

Appena ha spento la luce, è partita una musica malinconica suonata da un violino fantasma. Il vento che filtrava dalle finestra chiuse produceva un fischio cadaverico e maledetto e i gufi facevano “Uhhh uh, uuuhhhhh uhhh!”. Qualcuno camminava nell’erba. “Chi va là? Ma l’erba non c’è!”. Un rumore sinistro di catene trascinate con fatica si avvicinava sempre di più. Un pianto di donna, poi un pianto di bambino. E qualcuno suonava al piano la canzone di Silent Hill 2. COLPO DI SCENA. La dottoressa esce dallo studio e mi avvisa che è il mio turno. Mi guardo intorno soddisfatto di aver sconfitto il male, ma una voce maligna mi dice: “BUAHAUAHUA! Ritornerò!”. Metto le mani sui fianchi e con la mia espressione di eroe senza macchia e senza paura, dico: “Ti aspetto… Nella sala d’attesa maledetta due!”. 

Na na nanananana na naaaaaaa (musica epica).

Segretario: “Sono le sette e io devo chiudere. Le dispiace se la lascio ad aspettare al buio? Altrimenti la gente vedrà le luci accese e busserà”.

Faccia pure.

BUIO.

Appena ha spento la luce, è partita una musica malinconica suonata da un violino fantasma. Il vento che filtrava dalle finestra chiuse produceva un fischio cadaverico e maledetto e i gufi facevano “Uhhh uh, uuuhhhhh uhhh!”. Qualcuno camminava nell’erba. “Chi va là? Ma l’erba non c’è!”. Un rumore sinistro di catene trascinate con fatica si avvicinava sempre di più. Un pianto di donna, poi un pianto di bambino. E qualcuno suonava al piano la canzone di Silent Hill 2. COLPO DI SCENA. La dottoressa esce dallo studio e mi avvisa che è il mio turno. Mi guardo intorno soddisfatto di aver sconfitto il male, ma una voce maligna mi dice: “BUAHAUAHUA! Ritornerò!”. Metto le mani sui fianchi e con la mia espressione di eroe senza macchia e senza paura, dico: “Ti aspetto… Nella sala d’attesa maledetta due!”.

Na na nanananana na naaaaaaa (musica epica).

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Non ti fa caldo allo stomaco? A me dà un gran fastidio, non riesco a stare più di due minuti col pc sulla panza.

Se guardi bene la gif, potrai notare una striscia bianca sotto il portatile, che non è altro che un libro dalla copertina rigida che ormai uso da ben tre anni come base per quando uso il portatile sul letto.

image

Il libro in questione è grande esattamente quanto il portatile, e finché non mi deciderò di comprare una base vera, che sia comoda per la panza (o per altre parti più delicate), andrà più che bene. 

Quindi, il mio portatile non è a diretto contatto con me, altrimenti sì, sentirei caldo. E poi ricordiamolo che i portatili non vanno MAI messi sulle coperte, o sulle panze, perché affondano e le ventole non raffreddano bene.

Più che altro, un problema di avere il portatile sulla pancia è la pipì, ne faccio davvero tanta. Una mia amica disse che il portatile stimola la vescica se messo sulla pancia (o sul pistolino), ma non lo so, non faccio il veterinario. In ogni caso, ora ho il portatile sul letto, di lato al corpo, ma per scrivere ho tenuto il braccio storto e mi fa male. Questo portatile mi vuole morto.

Il film respira. Sono steso sul letto a guardare un film, ma poiché il portatile, come dire, poggiato su alcune parti del corpo fa male*, l’ho messo sulla pancia e ora si muove con il respiro. Questa è alta tecnologia, rende il film dinamico. 
(*schiaccia i coglioni)

Il film respira. Sono steso sul letto a guardare un film, ma poiché il portatile, come dire, poggiato su alcune parti del corpo fa male*, l’ho messo sulla pancia e ora si muove con il respiro. Questa è alta tecnologia, rende il film dinamico. 

(*schiaccia i coglioni)

Questa settimana i nonni sono ospiti a casa mia perché lo zio, che di solito bada a loro e si assicura che prendano le medicine, è in vacanza. 
Sono persone anziane, quindi non vogliono prendere le medicine e hanno i loro capricci: infatti sono giorni che boicottano ogni tentativo di soddisfarli e non fanno altro che dire di voler ritornare a casa. Che non ci sia mio zia, dicono, fa nulla, perché sanno badare a loro (la nonna non solo aveva buttato nell’immondizia la pillola che doveva prendere, ma l’ha nascosta bene sotto una carta: un genio). Dopo un po’ di discussioni, si sono calmati e hanno detto: “Ok, restiamo. Ora giochiamo a carte per passare il tempo”. Mentre giocavano, non hanno pensato che noi avremmo ritenuto sospetto che, non solo giocassero, ma che addirittura parlassero dopo anni che non fanno altro che litigare, e non hanno neanche pensato che riuscissimo a sentirli mentre progettavano una scusa plausibile per andarsene a casa.

Questa settimana i nonni sono ospiti a casa mia perché lo zio, che di solito bada a loro e si assicura che prendano le medicine, è in vacanza.
Sono persone anziane, quindi non vogliono prendere le medicine e hanno i loro capricci: infatti sono giorni che boicottano ogni tentativo di soddisfarli e non fanno altro che dire di voler ritornare a casa. Che non ci sia mio zia, dicono, fa nulla, perché sanno badare a loro (la nonna non solo aveva buttato nell’immondizia la pillola che doveva prendere, ma l’ha nascosta bene sotto una carta: un genio). Dopo un po’ di discussioni, si sono calmati e hanno detto: “Ok, restiamo. Ora giochiamo a carte per passare il tempo”. Mentre giocavano, non hanno pensato che noi avremmo ritenuto sospetto che, non solo giocassero, ma che addirittura parlassero dopo anni che non fanno altro che litigare, e non hanno neanche pensato che riuscissimo a sentirli mentre progettavano una scusa plausibile per andarsene a casa.

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il consigliere versatile (e presuntuoso)

I film brutti vanno consigliati alle persone brutte. State pur certi che quelle persone che vi stanno antipatiche, che non detestate e che ritenete cattive, ameranno i film che a voi hanno fatto schifo. Così, alla zia rompiballe ho consigliato Il lato positivo, dicendo che ha vinto l’oscar, cosa che attira le mosche più velocemente alla merda. Il film è una vera schifezza, ma a lei è piaciuto tanto. Si è commossa, è il suo nuovo film preferito.

Alla cugina amante di Twilight piace Divergent. Che roba è? Mi mostra il trailer: l’ennesimo film post-apocalittico che vuole trasmettere un messaggio profondo. Penso a Hunger Games e mi chiedo quando smetteranno di trasformare libri per ragazzi in film noiosi e senza carattere. Dico alla cugina: sembra avvincente. A lei si illuminano gli occhi.

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Ti amo di bene

Ho un’amica su Facebook che mi lascia perplesso. Per proteggere la sua identità, scriverò il suo nome al contrario. Qualche settimana fa, Anna si lamentava di essere sola. Voleva trovare l’amore, si sentiva pronta e ci menava le palle in ogni post. Ricordo in particolare un post in cui diceva di essere stanca, perché due giorni dopo pubblicò una fotografia in cui si baciava con Oloap, il commento diceva: ti amo. Io: ma come? Due giorni fa… Cioè… E ora lo ami? Ma… Ma… 
Iniziò il periodo in cui Anna e Oloap ci menavano le palle in coppia. Nonostante stessero insieme da meno di un mese, continuavano a postare le loro foto insieme con i classici commenti: non ci curiamo dei commenti cattivi, siete solo invidiosi (è un commento che va assai di moda qui a Napoli, come se qualcuno non potesse pensare che tu sia un idiota senza invidiare le tua vita); Oloap ti stramo (ma non era il titolo di un film demenziale?); sei la mia vita; staremo insieme x sempre, eccetera, eccetera. Ah, “Anna” mette il mi piace a tutto ciò che pubblica e l’8 marzo disse che le donne vanno amate tutto l’anno.
Anna non fa altro che taggare il suo fidanzato, sua suocera e suo suocero, ringraziandoli di tutto (?). Ovviamente, pubblica tutte le foto che scatta senza selezionarne una soltanto, la migliore (ammetto che questa è la cosa che mi dà più sui nervi). Oggi un post in bacheca di una ragazza faceva sapere ad Anna che era la sua cognata preferita. Nei commenti le due si scambiano pompini a vicenda: no sei più bella tua, no tu, stacca tu, no tu, io per te ci sarò per sempre anche se ci conosciamo da un mese, ma come fai di cognome, no io di più, io ti amo di bene. Anna ha detto io ti amo di bene. Capite? Io ti amo di bene.

Non lo so, sarò anche invidioso, presuntuoso e antipatico, ma mi sembra assurdo che due possano essere così tanto scemi dopo neanche un mese. E poi io ti amo di bene. Abbiamo snaturato i ti voglio bene e i ti amo e ora vogliamo cercare qualcosa di più originale per trasmettere quello che sentiamo verso l’altro. Dopo neanche un mese. 

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Peccato che la perfetta espressione di indifferenza dopo una scoreggina riesca a farla soltanto quando sono solo.

impartart:

Piet Mondrian, Anemones in a Vase, c. 1872-1944

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Piet Mondrian, Anemones in a Vase, c. 1872-1944

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Cinque motivi per vedere: Lo scafandro e la farfalla

Sono mesi che penso a questa rubrica, ogni tanto un lampo di genio mi suggeriva un nuovo titolo da aggiungere all’importantissima lista di film che consiglierei. Ne ho segnati tanti prima di iniziare seriamente a lavorare a questo primo articolo, soprattutto perché è stato difficile decidere il primo film da consigliare. Dopo averci pensato su ho scelto il film, probabilmente, più impegnativo, ma anche più delicato, tra quelli che mi erano venuti in mente. L’idea alla base di questa rubrica è di consigliare film che spesso sono ingiustamente sconosciuti dalla maggior parte degli spettatori, quindi non aspettatevi titoli famosi o blockbuster da milioni di dollari. Con queste disposizioni mi sembrava giusto (e logico) partire con il film meno accessibile, il bellissimo Lo scafandro e la farfalla.

CONTINUA QUI

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aliceindustland:

Mi piace la gente raffinata che si siede per terra quando è stanca e si lecca le dita quando mangia.

lecollecteur:

Jan Sluyters, Houses at the Oudezijds Achterburhwal in Amsterdam, 1927

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Jan SluytersHouses at the Oudezijds Achterburhwal in Amsterdam, 1927

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